Capolinea?

14 AGO 20
Immagine di Capolinea?
La mancata detassazione irrita, ma i motivi addotti (crisi, debitopubblico) avviliscono: sono motivi propri di un governo incapace di“cambiare l’Italia”. Presentare come un merito il non aumentarle, losarà rispetto a un centrosinistra che di sicuro l’avrebbe fatto; ma insé è solo un segno di impotenza riformatrice. Chi vota centrodestra sa cheil vero eterno motivo di una indecente pressione fiscale è un bilanciostatale parassitato e assistenzialista, non il debito pubblico o la crisi.Debito? Qualunque sia il suo livello, è un imbroglio ridurre le tasseaumentandolo, perché il gruzzolo lasciato in tasca al contribuente vieneriportato a suo debito nel librone dello stato. Crisi? E’ un imbrogliorimandare la riduzione alla ripresa economica, ovvero dire agli italiani chese la devono sudare producendo di più: l’incremento del PIL si è sempree solo tradotto in maggior gettito e maggiori spese statali, il che èinevitabile finchè non si riforma la bestia ingorda. L’unico modovirtuoso di ridurre le gabelle è compensare il gettito minore (salvoeffetto Laffert) con tagli alla spesa improduttiva e parassitaria, se c’è(e caspita se c’è). Questa è la convinzione, questa è la promessa che quindici anni fa ciunirono a destra. Se qualcuno se ne dimentica… be’, forse è arrivato alcapolinea. L’imposizione fiscale è il nocciolo d’ogni politica interna: nucleodella Magna Charta (1215), il fondamento della costituzione inglese, fu unaccordo fiscale tra re Giovanni e i suoi baroni; e motivi fiscali furonoall’origine della ribellione dei coloni inglesi. Figuriamoci se motivifiscali non sono sufficienti a prendere le distanze da un transitoriopartito politico.